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Home ›Katrina e il mondo alla rovescia: la proprietà prima degli uomini
Le inondazioni causate dall'uragano Katrina hanno creato un disastro sociale di proporzioni epiche e tutto ciò ha, una volta di più, messo in luce la nauseabonda realtà della società capitalistica che dà più importanza alla proprietà che alla vita umana. I piani di evacuazione si riducevano a nient'altro che a far uscire nello stesso momento tutta la popolazione cittadina con la propria automobile. Questo esempio di brillante pianificazione borghese non si è nemmeno dato la pena di prendere in considerazione i circa 100.000 esseri umani residenti nella città che non possedevano un'automobile, secondo il Times/Picayune della Louisiana. Così, con questo nuovo macabro dato, constatiamo che il sistema capitalistico è sempre più incapace di rispondere alle più elementari necessità umane.
Anni di tagli draconiani ai progetti di consolidamento delle infrastrutture di base hanno lasciato la regione disarmata di fronte al disastro. L'uragano Katrina, un ciclone di categoria 4, ha facilmente annientato le dighe che erano state erette per contenere tempeste al massimo di categoria 3. I fondi governativi per i progetti di allargamento dei canali di drenaggio, di costruzione di stazioni di pompaggio e di rifacimento del sistema delle dighe hanno subito per anni tagli su tagli. Anche questa catastrofe probabilmente non promuoverà investimenti di nuovi capitali nelle infrastrutture sociali. Il bilancio governativo del 2006 probabilmente ridurrà ancora il finanziamento alle infrastrutture sociali al di sotto degli attuali 82 milioni di dollari, quando nel 2001 ammontava a 147 milioni. Per avere un'idea delle proporzioni di questa spesa sociale, l'Institute for Policy Studies e Foreign Policy in Focus hanno appena pubblicato uno studio congiunto che stima a 5,6 miliardi mensili il costo della guerra in Iraq.
Il sindaco di New Orleans ha dichiarato che l'80% della città è allagato. Unità di polizia pesantemente armate impongono la legge marziale nella zone più gravemente colpite con l'obiettivo di difendere la proprietà contro i saccheggiatori, buona parte dei quali non cerca altro che di procurarsi i mezzi per sopravvivere. Quasi tutte le forze di polizia della città sono state ritirate dalle operazioni di salvataggio e destinate alle misure anti-saccheggio. 10.000 guardie nazionali stanno per essere dispiegate. Le malattie e la fame sicuramente si diffonderanno in seguito alle inondazioni che sono state aggravate, soprattutto per i proletari più impoveriti, dal fatto che la borghesia ha progressivamente sentito l'infrastruttura sociale di base, nella fattispecie trasporti pubblici e misure di controllo delle inondazioni, come un fardello insostenibile per l'accumulazione del capitale. La vita dei lavoratori e delle lavoratrici del Lower Ward di New Orleans e di tutti quelli abitanti nelle zone devastate dall'uragano non vale nulla agli occhi della classe capitalista.
Da anni, ingegneri e scienziati hanno dato l'allarme sulla potenzialità di un disastro catastrofico nell'eventualità di un uragano o di un'inondazione di enormi proporzioni nel sud della Louisiana. Niente è stato fatto per spostare la città o almeno per preparare un concreto piano di evacuazione. Il piano di evacuazione ufficiale era che tutti possedessero un'automobile e che uscissero tutti dalla città nello stesso momento e per la stessa strada. Il governo ha in seguito annunciato alle vittime bloccate nella città e nel Superdome che avrebbe tentato di salvare più gente possibile. L'effetto di tutto questo è stato l'ammassarsi in quel luogo di tutti coloro che temevano di essere dimenticati dai soccorsi e la diffusione nella stampa borghese di un moralismo ipocrita verso il saccheggio e il non rispetto della legge. Come se ci si dovesse aspettare che la popolazione bloccata, abbandonata alla fame, alla malattia e alla morte dovesse comportarsi razionalmente. Il messaggio della borghesia è che se si è troppo poveri per possedere un'auto, allora si merita di morire.
Questa tragedia mette brutalmente in luce la natura di un sistema capace di costruire la più grande macchina da guerra imperialista della storia e che non si dà nemmeno la pena di pianificare i soccorsi nell'eventualità di una catastrofe naturale.
Gruppo Internazionalista Operaio, sezione candese-statunitense del Bureau Internazionale per il Partito Rivoluzionario, 2 settembre 2005Battaglia Comunista
Mensile del Partito Comunista Internazionalista, fondato nel 1945.
Battaglia Comunista #9
Settembre 2005
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