Lotte operaie nel mondo

India

Grazie all'abbondanza di manodopera a basso costo ed estremamente ricattabile, ormai la produzione di seta, un tempo diffusa anche nelle regioni europee e in Italia in particolare, è restata appannaggio quasi esclusivo di India e Cina. Un recente rapporto di Human Right Watch ha messo in luce le terribili condizioni in cui si trovano i lavoratori dei setifici indiani di Karanatka, Tamil e Uttar Pradesh, evidenziando un'ampia diffusione di rapporti di vera e propria schiavitù, dove i lavoratori sono tenuti in prigionia a causa dei debiti contratti. E se il lavoro richiede precisione ad abilità manuali, allora nessuno si fa scrupolo di sfruttare bambini di ogni età, anche di soli 5 anni, per orari di lavoro di almeno 12 ore al giorno, per 6 o 7 giorni alla settimana! Naturalmente questi disgraziati (considerati dalit, ossia fuori da ogni casta) non hanno nessun accesso all'istruzione e sono condannati ad un futuro di insopportabile sfruttamento, povertà e malattia: per loro l'intera giornata passa maneggiando bozzoli e bachi con le dita infilate nell'acqua bollente, dove i bachi vengono uccisi dopo essere stati ingozzati in maniera intensiva e del tutto innaturale. Sfugge infatti a qualsiasi controllo il numero di lavoratori che si ammalano per le terribili condizioni igieniche degli ambienti di lavoro ed a causa delle esalazioni prodotte dai macchinari per la produzione della seta. Anche se formalmente la normativa indiana sul lavoro minorile è abbastanza severa, il governo di Delhi ovviamente non appare tanto preoccupato di arginare il fenomeno, quanto piuttosto di preservare i lauti profitti degli industriali del settore: i controlli previsti sono nella realtà rimasti limitati a poche grandi fabbriche di tappeti e sigarette, senza toccare le migliaia di piccole e piccolissime fabbriche diffuse su tutto il territorio, dove lo sfruttamento del lavoro minorile continua ad essere la regola.

Russia

Hanno scioperato per 5 giorni gli insegnanti di 800 scuole di Kirov, nella regione del Volga. I 17mila docenti della regione, che da tre mesi non sono pagati e che hanno accumulato un credito complessivo nei confronti del governo pari a 5,65 miliardi di euro, chiedono il pagamento dei salari arretrati. Gli insegnanti hanno scioperato nonostante il nuovo codice del lavoro impedisca qualsiasi sciopero nel pubblico impiego, recandosi a scuola regolarmente, ma rifiutandosi di tenere le lezioni. I salari medi dei docenti di Kirov sono pari ad appena 47 euro mensili. Intanto altri 150 insegnanti di Taishet, nella Siberia orientale, hanno iniziato uno sciopero ad oltranza per ottenere il pagamento di due mesi di salari arretrati.

Indonesia

Sono 368 i lavoratori della Honda Prospect Indonesia sospesi l'anno scorso a causa della loro partecipazione ad uno sciopero ritenuto illegale dall'azienda. La commissione sulle dispute del lavoro di Jakarta ha già giudicato invece lo sciopero, che si era svolto a seguito dello stallo nelle trattative per l'aumento salariale, perfettamente legale, ordinando pertanto il reintegro dei dipendenti sospesi. Ma, nonostante tutto ciò, i lavoratori non hanno ancora riottenuto il posto e aspettano il pagamento di 12 mesi di salari arretrati.

Stati Uniti

Lo stato di Washington si appresta a rendere illegale gli scioperi degli insegnanti. I senatori Mulliken e Sheldon stanno infatti approntando un disegno di legge teso ad impedire agli insegnati di usare l'astensione dal lavoro come strumento per le rivendicazioni sindacali. E per gli insegnanti che sciopereranno anche contro legge, sono pronte esorbitanti multe, che potranno raggiungere i 10mila dollari al giorno! Come se non bastasse, un altro disegno di legge intende proibire il ricorso ai giorni di malattia durante gli scioperi, impedendo quindi di essere retribuiti.

Algeria

I lavoratori metalmeccanici algerini si apprestano ad intraprendere una serie di iniziative di protesta, contro il piano del governo per la privatizzazione di numerose imprese statali. Il programma annunciato dal ministro dell'industria Abdelhamid Temmar prevede la dismissione di 700 imprese,320 delle quali da vendere nei prossimi due anni. Le conseguenze sociali si annunciano terribili per l'Algeria, dove il disastro economico si misura con un numero di disoccupati pari al 27% della popolazione. E il sindacato si appresta ad assumere il compito che gli è proprio, ossia fare accettare i programmi governativi ai lavoratori. Se le condizioni economiche impongono batoste al proletariato, sia dal punto di vista retributivo che delle tutele sociali, il sindacato non si oppone certo, ma chiede ammortizzatori sociali e aumenti per i minimi salariali (ora pari ad appena 104 euro), preparando il terreno per l'attuazione di tutti i provvedimenti richiesti dalla borghesia locale e internazionale.

Stagionali

Secondo i dati dell'Osservatorio sui lavoratori extracomunitari dell'Inps, sono più di 520mila i lavoratori extracomunitari impiegati nel settore agricolo negli stati dell'Unione Europea, su un totale di 4.600.000 lavoratori. Circa un lavoratore agricolo stagionale su 10 è quindi straniero, segnando in Italia un aumento del 15% negli ultimi anni. Gli immigrati si concentrano soprattutto in Germania (250mila), seguita da Grecia (120mila) e Italia (80mila). Tra le regioni italiane, i lavoratori immigrati (almeno quelli con regolare contratto) vengono impiegati soprattutto nelle regioni del nord: Trentino, Emilia Romagna e Veneto, seguite dalla Sicilia. A queste cifre bisogna aggiungere il numero di irregolari: infatti secondo una ricerca Censis del 2001 il 39,6% dei lavoratori stranieri non aveva un contratto regolare ed un altro 10,4% era in attesa di regolarizzazione. La maggioranza degli immigrati comunque, anche quando riescono ad avere un contratto, vengono impiegata in maniera precaria e stagionale. Solo il 10% dei lavoratori ottiene alla scadenza del contratto un impiego a tempo indeterminato. I recenti decreti sui flussi migratori hanno privilegiato proprio l'ingresso di lavoratori stagionali, posti sotto minaccia di espulsione immediata alla scadenza del contratto e quindi in condizioni di estrema ricattabilità. Tornando al lavoro nero, non se la passano molto meglio neanche i lavoratori italiani. Secondo i dati Istat, i lavoratori irregolari sono in tutto circa 3.500.000. I dati peggiori si registrano al sud: in Calabria quasi un lavoratore su tre (il 29,2%) non ha un contratto regolare.

Morti sul lavoro

Anche quest'anno i lavoratori hanno pagato a caro prezzo la fame di profitti dei loro padroni. Secondo i dati ufficiali Inail, gli incidenti mortali denunciati in Italia nel 2002 sono stati ben 1542, contro i 1412 del 2000 e i 1438 del 1999: in media cinque morti al giorno. Bisogna però aggiungere al conto altri 25mila lavoratori all'anno (104 al giorno) che restano invalidi per sempre a causa di incidenti sul posto di lavoro, ed altri 23mila lavoratori che ogni anno contraggono una malattia professionale. Solo per silicosi sono morte 5mila persone negli ultimi 5 anni, ed altre 6mila sono morte per tumore causato da esposizione a fattori cancerogeni nei luoghi di lavoro. Particolarmente a rischio gli edili, tra cui si sono contati 1500 morti e quasi 500mila invalidi, di cui 25mila con danni permanenti, negli ultimi 5 anni.

Napoli

La pazienza dei disoccupati di Napoli è giunta al limite, dopo che l'ennesima promessa di posti di lavoro non è stata mantenuta. Di fronte a questa situazione i disoccupati hanno reagito il 7 febbraio bloccando la stazione e impedendo il passaggio di tutti i treni, compresi quelli a lunga percorrenza. Trenitalia ha dovuto fronteggiare l'emergenza ricorrendo ai pullman per traghettare i viaggiatori. Nei giorni successivi è stata occupata per due giorni la cattedrale, assediato il comune, presidiati per giorni gli edifici della regione. Numerosi cortei hanno attraversato in diversi punti il centro cittadino, mandando in tilt il traffico per ore e ore. La protesta ha riguardato anche Pompei, dove è stato bloccato l'accesso agli scavi. La risposta delle istituzioni non si sta facendo attendere: è già pronto un provvedimento per limitare le proteste ad un corteo al giorno, mentre oltre 30 informazioni di garanzia sono state emesse a seguito dei fatti del 22 novembre scorso, quando i disoccupati fecero irruzione all'interno del palazzo del comune.

mic

Battaglia Comunista

Mensile del Partito Comunista Internazionalista, fondato nel 1945.