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Home ›I lavoratori non hanno patria: solidarietà internazionalista con i lavoratori migranti
Volantino distribuito dal comitato NWBCW Turchia
I migranti costretti a migrare a causa della guerra, utilizzati come manodopera a basso costo e sottoposti ad attacchi razzisti.
Da un lato, i migranti vengono sfruttati lavorando per salari bassi e in condizioni non sicure, dall'altro vengono presi di mira approfittando della loro vulnerabilità. In questo modo la classe capitalista cerca di dividere noi, la classe lavoratrice, e di distoglierci dalla nostra vera lotta. Gli immigrati non sono nostri nemici, sono una parte importante della classe lavoratrice. Il nostro vero nemico è il capitalismo, che massacra, costringe a fuggire e sfrutta persone innocenti per il proprio profitto.
Il capitalismo non riesce a trovare una soluzione alla sua crisi e il costo della crisi è sostenuto dalla classe lavoratrice sotto forma di inflazione, bassi salari e disoccupazione. In questa pericolosa fase del capitalismo, iniziata con la crisi ucraina, non è possibile garantire nemmeno i bisogni primari. Con la guerra tra due dei maggiori produttori di grano al mondo, il G7 ha messo in guardia da una crisi alimentare. Anche L'India, a cui la Turchia (che dipende dalla Russia per l'energia e le derrate alimentari) e molti altri Paesi si sono rivolti, ha vietato le esportazioni di grano in seguito alla crisi ucraina.
Uno dei bersagli su cui il capitalismo scarica la colpa di aver causato tutto questo e di non essere riuscito a fornire soluzioni adeguate sono i migranti. Il capitalismo, che ricorre alle guerre come soluzione al calo dei profitti – derivante dall'aumento della composizione organica del capitale - massacra persone innocenti ed espone coloro che sono costretti a migrare a condizioni rischiose e a bassi salari, oltre che ad attacchi razzisti. Il capitalismo cerca di dividere la classe lavoratrice e di impedirci di vedere le vere cause e soluzioni della crisi, mettendoci contro persone che sono colpite dalla crisi ancor più di noi. Mentre ci offre come soluzione il sentimento anti-immigrati, continua a scatenare guerre. Con le guerre generalizzate e l'aggravarsi della crisi climatica, il numero di lavoratori migranti continuerà ad aumentare. Dobbiamo organizzarci e solidarizzare con i lavoratori migranti contro il razzismo e il capitalismo che lo alimenta. Non dobbiamo farci coinvolgere da questa propaganda bellicista, dobbiamo difendere la lotta di classe contro la guerra. La classe lavoratrice non ha patria!
L'invasione dell'Ucraina ha causato la più grande crisi di rifugiati in Europa dalla Seconda guerra mondiale. Il caos migratorio ha portato a problemi come il traffico di esseri umani, il razzismo contro i migranti non europei e l'impossibilità per le donne trans di lasciare il Paese. Allo stesso modo, i siriani e gli afghani in fuga dalla guerra ispirata dal capitalismo sono stati coinvolti nel traffico di esseri umani. Attualmente, le donne siriane e afghane sono spesso vendute per denaro in Turchia. D'altra parte, la maggior parte dei bambini migranti non va a scuola, ma lavora come manodopera a basso costo in condizioni precarie e pericolose che minacciano la loro salute. Per la stragrande maggioranza dei migranti, la vita è solo una questione di sopravvivenza, come per l'intera classe lavoratrice. In mezzo a questa realtà, i principali partiti di opposizione alimentano il razzismo, mentre la cosiddetta "sinistra" cerca di schierarsi con gli imperialisti! L'unica cosa che sia la destra che la sinistra del capitale si aspettano da noi, dalla classe lavoratrice, è che lavoriamo fino alla morte e produciamo plusvalore per il profitto dei capitalisti.
Giocando la carta del nazionalismo, il capitale cerca di impedire alla classe lavoratrice di rispondere in modo collettivo alimentando il razzismo, sapendo che la guerra si avvicina. Tuttavia, per la classe lavoratrice, la guerra significa o morte o maggiore sfruttamento. Tutte queste guerre sono guerre contro la classe lavoratrice. Prendere di mira i migranti come risposta a tutte queste guerre significa difendere gli interessi dei capitalisti. Affinché la classe lavoratrice possa porre fine alla distruzione creata dal capitalismo, deve organizzarsi a livello internazionale e saper scegliere tra l’opzione di classe e quella nazionale che ci si presentano nella fase più temibile del capitalismo, la prima delle due. Solo la lotta organizzata della classe lavoratrice può porre fine a tutte queste guerre e alla distruzione che ne deriva, e creare una società senza classi e senza proprietà privata. Abbiamo un mondo da salvare, prima che sia troppo tardi.
Se sei d'accordo con quanto sopra, contatta la NWBCW Turchia e unisciti alla lotta internazionalista contro la guerra.
NWBCW Turchia, domenica 12 giugno 2022Inizia da qui...
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