La strage del movimento operaio - Cresce la repressione in Colombia

Di fronte al collasso economico cominciato all'inizio del secolo e alla conseguente tragedia sociale - che vanno ad aggiungersi alla disintegrazione dello stato in vaste regioni - il paese attraversa un aperto processo di fascistizzazione. Non stiamo assistendo a un semplice inasprimento del regime, ma a un cambiamento strutturale dello stato e a un tentativo di totale riorganizzazione delle istituzioni della società. Il gran numero e l'ampiezza delle facoltà discrezionali concesse allo stato e dei poteri che gli sono stati dati per amministrare il corpo sociale, l'omologazione del semplice cittadino con il soldato-informatore, contribuiscono a dargli quella autonomia assoluta e incondizionata che all'inizio gli fu negata dalla teoria liberale. Secondo questa teoria (Hobbes, Locke, Smith, ecc.), lo stato era solo un male necessario e, parlando della sua autonomia, intendeva solamente un'autonomia relativa della funzione stessa, condizionata dagli interessi degli individui o della società che lo generava. Oggi, come se si trattasse di un incontestabile articolo di fede, si pone l'accento sulla forma-stato che nega la validità delle istanze del cambiamento sociale non direttamente integrate e le esclude, in quanto considerate a priori un attentato alla sua legittimità. La tesi dello stato assoluto testimonia la profondità della crisi del potere in Colombia. Come Mussolini durante gli anni venti e trenta del secolo scorso, l'attuale gruppo governante si propone apertamente di assorbire la società civile nello stato mediante la creazione dello Stato corporativo (tradotto oggi col nome più popolare di "Stato comunitario"). Ciò vuol dire la fine dell'effimero stato liberale ricreato dalla costituzione politica del 1991 e un chiaro regresso a concezioni e a forme politiche affini a quelle del Frente Nacional degli anni '60. Il primo passo in questa direzione è stata la militarizzazione della vita civile e la distruzione dei sindacati indipendenti. Tutte le istituzioni sociali devono integrarsi nello stato e trasformarsi in organismi obbedienti al governo centrale. Nessun gruppo sociale può costituirsi in organizzazioni separate e le loro istanze devono incorporarsi nei cosiddetti "consigli comunitari", il meccanismo di base del regime corporativo... La persecuzione politica e il maccartismo sono, dunque, all'ordine del giorno, e colpiscono anche quelli che, credendo opportuno convivere quietamente col fascismo, dedicano il loro tempo all'arida riflessione teoretica. L'opinione pubblica colombiana, che è sempre stata uniformemente di destra, ovviamente si compiace e plaude al ritorno dell'ordine e del lavoro (nonostante che l'indice del pauperismo ufficiale debba registrare ogni anno un milione di nuovi poveri e indigenti: cifre del DANE! [l'ISTAT colombiana, ndr. ]). Questo è il punto.

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Battaglia Comunista

Mensile del Partito Comunista Internazionalista, fondato nel 1945.