Europeismo e sovranismo: due volti dell'ideologia borghese

Riceviamo da un compagno lettore queste considerazioni, più che mai puntuali, sullo scontro interborghese tra europeisti e antieuropeisti

Sono venuto ad Atene dopo aver visto il film "Adulti nella stanza". Il lungometraggio parla della situazione di conflitto sociale creatasi qui dopo il Memorandum d'intesa della troika e della BCE (attorno al 2015), che ha costretto il proletariato greco ad accettare la politica di sacrifici imposta dal suo governo per sottostare a quello che ai tempi fu definito un diktat. Su tutto questo, si possono fare due riflessioni.

Chi ricorda quei tempi in Grecia e non solo, dovrebbe avere le idee chiare su cosa vuole l'Europa da noi. E per "noi" non intendo Italia, Francia, Germania, o nazioni dei 27 stati membri. Intendo cosa vuole Bruxelles da coloro che pagano il prezzo oggi di 800 miliardi di spese militari per ribadire all'imperialista Putin che non ha paura di lui, e all'altro imperialista Trump che possiamo fare a meno di lui e che come fronte imperialista l'Europa non è seconda a nessuno. Esattamente come pagarono il prezzo i lavoratori greci che scendevano in strada dopo avere visto i loro salari crollare, i loro risparmi in briciole, le loro pensioni a rischio (eufemismo...), senza avere di che pagare l'affitto o la scuola per i figli.

Stia zitto chi pensa che queste parole siano giuste perché ciò che vuole è un'Europa fondata sulla sovranità dei singoli stati. Perché, che si ragioni in micro o in macro, i sacrifici li chiedono sempre ai soliti. Che lo facciano la Von Der Leyen o la Meloni, sono i killer che agiscono su mandato del grande capitale: europeo la prima e italiano la seconda (ammesso e non concesso che si possa tracciare una linea netta di separazione tra le due entità...), o che, per interessi, ha una prospettiva più nazionalistica e meno europeista. O una “postura” ancora più servile nei confronti degli USA, tanto per questioni di portafoglio che di appartenenza ideologica. Tutti i sostenitori di questa dicotomia fasulla, europeisti da una parte e sovranisti dall'altra, presenti anche come faglia all'interno della già frammentata sinistra italiana, si rendono utili idioti agli interessi, appunto, di una o dell'altra frangia della borghesia. Una o l'altra possono divergere negli interessi o nel modo di gestirli, ma sono concordi nella cosa più importante: chi deve pagare il conto salato che loro gli presenteranno.

Qui, in Grecia, il proletariato ha lottato duramente fino a 10 anni fa, poi è stato schiacciato, anche e non da ultimo per l'assenza dell'organizzazione rivoluzionaria che, almeno, avrebbe potuto sedimentare, pur nella sconfitta, insegnamenti per le future lotte. Quello che è successo qui potrebbe succedere ovunque, nonostante dai governi europei siano sempre piovute rassicurazioni sulla unicità di quella drammatica situazione. Ma fino a quando si abboccherà all'amo del dilemma tra nazioni o continenti, e non si capirà che la questione è di classi sociali ed è trasversale ai confini disegnati sulla carta geografica, le prossime potenziali vittime di memorandum, troike e diktat potranno essere ovunque, come località: ma non ne vedrete mai nei loro superattici e nelle loro ville di lusso, perché loro il modo di superare la tempesta ce l'hanno sempre avuto. A spese nostre.

Ma il proletariato europeo (per rimanere da queste parti), che vedrà un'accelerazione ulteriore nello smantellamento del welfare in caso di riarmo, non deve diventare la carne da macello di un terzo polo imperialistico, sempre ammesso e non concesso che ci riescano a costituirlo: NO alla guerra imperialista, SI alla guerra di classe!

BS

Venerdì, March 21, 2025