L'inferno del pacifista Trump a Gaza: oltre 600 morti di cui 200 bimbi

Il pacifista Trump e futuro premio Nobel per la pace (che viene assegnato in base alle stragi compiute; vedasi Obama), dà il benestare al suo degno compare, il criminale Netanyhau, ai bombardamenti nella Striscia di Gaza: oltre 400 morti in un solo giorno, di cui 140 bambini (tragica conta che si accresce di giorno in giorno). Che mondo è questo dove il più forte e muscolare “uomo”, non simile alla bestia, ma, immensamente peggio, perché le bestie non hanno neanche un milionesimo di tanta ferocia? La risposta non è poi così difficile, è un mondo governato da un sistema sociale che si chiama capitalismo. È un mondo che si regge su barbari piedi e stivali, che prende a calci ogni minimo intralcio all'affermarsi dei suoi luridi interessi.

Nella melma e nella putrida affermazione di affari e profitti sempre più sporchi, condotti con spietata determinazione, ecco dove si muovono i killer padroni del mondo. Buffo, se non fosse criminale, nello stesso giorno in cui i due compari, Putin e Trump, commerciavano sulle spoglie dell'Ucraina – questo a me, questo a te – la futura pace, mentre insomma si spartivano il malloppo da buoni commercianti (con le pistole sul tavolo, da buoni commercianti; appunto), riprendevano i bombardamenti sulla Striscia come se piovesse.

E bisogna fare in fretta a “buttare” giù quattro righe perché ogni minuto che passa aumentano i morti. I due bombaroli, parafrasando Marx, si sentono liberi e felici nelle loro funzioni di animali e continuano a sentirsi radiosi nelle loro funzioni bestiali.1 Ogni bomba da 900 Kg è per loro una gioia immensa; ad ogni bambino morto, con le budella in pasto ai cani, loro intonano il Barbiere di Siviglia: “Ah, che bel vivere, che bel piacere...”. L'aveva promesso il platino biondo: “liberate gli ostaggi o sarà l'inferno”. E così è stato. Anche perché gli altri criminali di Hamas sembrano fare il gioco degli squartatori sia israeliani sia americani.

Intanto in 48 ore i morti sono arrivati a 970; un problema in meno per l'accoppiata vincente Netanyhau-Trump quando daranno inizio al loro piano di repulisti della Striscia di Gaza per trasformarla in un paradiso del Mediterraneo in terra. Si capisce per la gioia, sì gioia, per sé, per il caro genero (immobiliarista, toh, ma guarda tu il caso) e per la sua figlia amata Ivanka. Strepitavano dall'impazienza di rompere la tregua per ricominciare la mattanza; non che nel frattempo siano stati con le mani in mano. Si sono semplicemente spostati di qualche chilometro. Sono andati a continuare la pulizia nella Cisgiordania. Via una volta per tutte quella che definiscono la feccia umana. Avanti nella realizzazione del sogno: dal fiume al mare.

La morte, la strage la pulizia etnica, fanno parte del DNA della borghesia ad ogni latitudine. I morti e i vivi sono solo un ingombro sulla strada degli affari. Pare di sentirli i Netanyahu e i capi israeliani, i borghesi capitalisti di Israele, per la precisione, al cospetto dei padroni e complici americani: che noia, che palle questi Gazawi. L'ultimo piano del duo israelo/americano prevede per i palestinesi un offshore ma non circondato dal mare, ma da altra terra, certamente non quella santa, quella è a disposizione del popolo eletto, la loro terra promessa dal Dio degli uomini, di tutti gli uomini. Sta scritto nella Bibbia: è un diritto universale, così stabilisce la giurisprudenza divina... degli uomini meglio armati al mondo.

Ebbene questo offshore è lì a due passi, è la vicina Siria. Che bello! Terra di pace come nessun'altra mai. Se tutti i programmi di Israele, compreso quello di farsi attaccare da Hamas - nonostante sapesse con estrema precisione quanto Hamas stava progettando, e quindi di sacrificare 1.200 ebrei sull'altare della vittoria e della conseguente eliminazione dei palestinesi2 - vanno in porto, il progettato genocidio sarà compiuto.

E non si venga a dire che questo non è tale o quanto meno non gli somigli molto. È lì a dirlo persino l'Onu: “A Gaza atti di genocidio di Israele. Stupro di palestinesi come strategia”3 Ma è più interessante, ovviamente dal punto di vista storico-politico, sentire cosa dice un altro boia israeliano che, facendo astrazione dalle diverse e opposte trincee, potrebbe fare concorrenza ad Hamas sul piano della ferocia subumana: «Il vicepresidente della Knesset, il Parlamento israeliano, Nissim Vaturi, ha definito i residenti di Gaza “feccia, subumani". “Nessuno al mondo li vuole. I bambini e le donne vanno separati e gli adulti eliminati" ha detto l’esponente del Likud, il partito del premier Benjamin Netanyahu, in un’intervista ieri alla radio di ultraortodossi Kol BaRama».4

Niente di nuovo sotto il sole, le stragi di Israele sono ben note: il terrorismo stragista era una pratica ben conosciuta dai padri di Israele. Chiedere a Menachem Begin capo dell'organizzazione paramilitare Irgun che, il 9 aprile del 1948, passò a ferro e fuoco il villaggio palestinese di Deir Yassin. Spararono a bruciapelo in faccia a donne, vecchi e bambini. I pendagli da forca di Hamas dopotutto hanno avuto un ottimo esempio dai loro compari israeliani. Begin, che è il fondatore del Likud, il partito di Netanyahu (altro terrorista), nel 1978 venne insignito del Premio Nobel per la Pace. Se vuoi il Nobel per la Pace devi avere sul tuo curriculum almeno qualche guerra, se di rapina è meglio, se poi hai anche qualche strage, beh allora non c'è nessuno che può fregarti: il Nobel è tuo.

È il trionfo della società “civile”, dove il “bene borghese”, che non esiste se non nel libro dei sogni, rimane e diventa male; e il solito male, diventa ancora più malvaggio. Genocidio è una parola off limits quando interessa Israele, se però riguarda altri la si può usare tranquillamente, senza problemi. Il parlamento europeo, l'Europa in genere non ha alcuna difficoltà a dichiarare genocidio il massacro di Srebrenica in Bosnia-Erzegovina del Luglio del 1995, dove rimasero uccisi 8mila tra ragazzi e uomini bosniaci musulmani: “...ricorda (Il Parlamento europeo) che i più recenti atti di genocidio e crimini contro l'umanità in Europa avevano ancora luogo nel luglio 1995...”5.

È il trionfo della società capitalista che erge il rapporto tra gli uomini al “nudo interesse” (Marx), come suo valore soprannaturale; la spoliazione di ogni pur minimo spicciolo al proletariato la sua missione. La cosiddetta pietà umana, la “dignità personale” ridotta a semplice “valore di scambio”.

In questo contesto, fa quasi ridere il bau bau di media e guru dell'AI sulla manipolazione delle coscienze, come se fosse una cosa astratta calata dall'alto dei cieli, e non dall''alto delle stanze del potere. Il capitalismo: “Ha trasformato il medico, il giurista, il prete, il poeta, l’uomo di scienza in suoi lavoratori salariati.”. (Marx-Engels, Il Manifesto), Infatti se volete capire cosa questo significhi leggetevi le prime pagine dei quotidiani del 19 marzo del 2025. Molti di questi fogli d'imbroglio e di palle (le famose fake news), ignorano del tutto la strage. Poi ci sono i campioni tipo Libero del ceccato M.Sechi, un trafilettino: “Offensiva contro Hamas: scelta obbligata”; Il Giornale: “Israele torna a combattere. Bombe su Gaza: 400 morti”, come se fosse “Tutto il calcio minuto per minuto”.

Ci fermiamo qui perché a continuare le letture si rischia il vomito.

Niente paura però c'è pur sempre la libera stampa progressista che si lancia in un'esecrabile condanna degli eccessi di Israele. Trump, invece, conquista tutte le prime pagine dei giornali per la sua opera di alta umanità per la pace in Ucraina. Se poi il Dottor Jekyll e Mister Hyde dà la sua benedizione al massacro di Gaza, che sarà mai, questi sono dettagli. Perché questi progressisti e pacifisti vivono pur sempre nella loro sfera di cristallo, sognando una società a misura d'uomo fianco a fianco col buon dottor Jekyll, salvo scoprire che il vero dottore è Mister Hyde.

Col capitalismo non vi è nulla da spartire. Costoro - i suoi ideologi-pennivendoli - ancora oggi, dopo secoli di storia, inondano il proletariato di fango borghese. Non passa giorno che non lo illudano che, in questa libera e prospera società dello sfruttamento, della dittatura della borghesia, delle bombe e della guerra come risoluzione delle sue crisi, conseguenza dei rapporti di produzione capitalistici, esso, il proletariato, ha trovato il migliore dei mondi possibili. Continuano a blaterare che: «Nell’era nucleare non esiste alternativa umanamente accettabile che non sia la pace attraverso la diplomazia. A questo dovrebbero dedicarsi i governanti. E tutte le risorse disponibili dovrebbero servire soltanto ad accrescere la giustizia sociale e il benessere delle persone, già duramente colpiti da trent’anni di sfrenato liberismo. Questi sono i due veri punti discriminanti con i quali occorre giudicare chi pretende di governare.». Questo appello contro la manifestazione di M. Serra di sabato 15, è stato lanciato da fior fiore di intellettuali (Canfora, Brancaccio, E. Basile, Villone, alcuni dei nomi, insomma il meglio sulla piazza). “Poveretti”. “Giustizia sociale, benessere tra le persone”. Oibò, che mai sarà questo. Di cosa cianciano?, di Falansteri, di baci e abbracci, di volemose bene. Peccato che le cose stiano in ben altro modo. Il bieco affare, senza il quale nulla si muove, è ciò che domina la società borghese.

Perché non andate a raccontare le vostre stravaganze a quel 10% della borghesia più ricco degli statunitensi che da solo si mangia il 50% dei consumi? Come minimo vi sommergeranno di pernacchie. Noi da buoni, incalliti comunisti, continuiamo con Marx: «Il proletariato, lo strato più basso della società odierna, non può sollevare il capo, non può drizzarsi, senza che tutta la sovrastruttura degli strati che formano la società ufficiale venga fatta saltare in aria.». Naturalmente egli si è sempre riferito anche alla struttura economica

Non possono mai essere interessi convergenti tra chi sfrutta e chi è sfruttato; tra la borghesia e il proletariato vi sono e vi saranno sempre interessi inconciliabili. Se si depurano tutte le narrazioni di cui è piena la storia anche nel Medioriente, in Palestina; abbiamo l'esatta fotografia di cosa significa inconciliabilità tra le classi.

Le guerre sono la manifestazione di tutto ciò, sono la manifestazione della crisi dei rapporti di produzione, sono la continua esasperazione della concorrenza tra i capitalisti, la continua ricerca della valorizzazione dei capitali e, quindi la corsa sempre più esasperata della accumulazione, del profitto sempre maggiore. Ma è proprio questo meccanismo che porta all'inceppamento dello strumento, perché si arriva a un certo grado dello sviluppo del capitale complessivo laddove i capitali investiti non sono più remunerativi. In un parola i capitali investiti generano un saggio, o se preferite, una percentuale di profitto in rapporto al livello del capitale investito, non più conveniente.

Si arriva pertanto alla caduta del saggio di profitto, investire nelle attività produttive diventa sempre meno conveniente, questo in linea generale, e quindi il grosso dei del capitali internazionali si lancia in una guerra speculativa senza quartiere. Ma questo è il trionfo e il tonfo della carta straccia. La guerra è per la borghesia l'unica via d'uscita, è la risposta del capitale alla sua crisi. La risposta del proletariato, ieri come oggi, è il disfattismo rivoluzionario, è il rifiuto della guerra capitalista. Come comunisti bisogna rilanciare l'appello, il grido, contro il freddo rumore del ferro dei carri armati e dei cannoni: NWBCW! No alla guerra capitalista sì alla guerra di classe.

T

1K. Marx Manoscritti economico filosofici

2In proposito ved. sul nostro sito: “Ri-sapevano eccome (ancora sul 7 ottobre '23)

3Il FattoQuotidiano 13/03/2025

4Il Fatto Quotidiano 25/02/2025

5 Risoluzione del Parlamento europeo del 2 aprile 2009 su coscienza europea e totalitarismo

Giovedì, March 20, 2025