Io so' io, e voi non siete un...

«Io sono il vostro male assoluto. Rappresento plasticamente tutto ciò che detestate, perché sono quella dei tacchi a spillo 12 centimetri, della collezione di borse, del Twiga, del Billionarie. Ci tengo al mio fisico. Sono una signora. Non mi farete mai diventare come voi».

Ve li ricordate i paninari? Ostentazione di lusso, il brand come status symbol per esibirlo, il disprezzo per il povero o il meno abbiente, il rifiuto dell'impegno politico come cosa demodé e superata.

Nelle parole della "signora" di cui sopra sembra di sentire un qualunque frequentatore del Burghy in piazza San Babila nella Milano da bere di Craxi, Pillitteri e di un “giovane” imprenditore emergente che si faceva strada nel settore delle telecomunicazioni. Di questi "valori", che poi non sono altro che l'essenza dell'ideologia borghese, Berlusconi ne ha fatto bandiera per venti e passa anni, arricchendoli con altri tipici del populismo di tutto il mondo: siamo stufi dei controlli dello stato nelle nostre tasche, basta tasse (beninteso, non per le fasce di reddito inferiori), basta paletti giuridici, soprattutto sui nostri libri contabili, massima libertà da parte dello stato di fare il cazzo che vogliamo (salvo poi andare a elemosinare aiuti da lui in caso di bancarotta), la magistratura deve assoggettarsi al potere politico (ma solo quando siamo noi a governare), il nemico sono i comunisti che ci vogliono fottere la Mercedes.

Il tutto condito dall'uso dello sberleffo verso chi se la passa peggio di te. "Ciao poveri".

Senza entrare troppo nel merito della mancata approvazione alla mozione di sfiducia alla ministra Santanché, e su come l'attuale maggioranza abbia fatto quadrato attorno a un suo esponente su cui pendono carichi processuali pesantissimi - come quello di avere frodato milioni di pensionati durante il Covid dirottando nelle sue stesse tasche soldi che erano destinati all'INPS - quello che fa riflettere e incazzare (ma non stupire), è l'atteggiamento di chi la sta facendo franca e mostra il dito medio, come fece il Marchese del Grillo, a sottolineare che "lei è lei, e noi non siamo un cazzo".

La conclusione è che, senza voler difendere per questo l'attuale opposizione o perpetuare l'illusione che l'alternativa sia possibile ancora nella scelta tra una delle due cosche della borghesia (quella di sinistra piuttosto che quella di destra), la classe politica attuale è veramente capace, a livello di modalità e atteggiamenti, di raschiare il fondo del barile della decenza.

La citazione tra virgolette ne è un esempio, perché se gli argomenti del confronto politico sono diventati il Billionarie, o il tacco 12, o il "tenerci al proprio fisico", vuol dire che siamo davvero a un passo o dal TSO o dalla 104.

Soprattutto se si osserva che una maggioranza si schiera compatta al tuo fianco, mentre magari da altre parti si sarebbe vergognata di un essere impresentabile come te: se lo fa senza timore di giocarsi una sebben minima parte del suo elettorato, vuol dire che questi sono i valori condivisi dalla stragrande maggioranza delle persone che ti hanno messo al posto dove ti trovi.

E qui arriviamo alla conclusione: molte di queste persone sono lavoratori dipendenti, molti anche operai o comunque appartengono al proletariato, anche se non necessariamente a quello di fabbrica. Sentendosi traditi dalle forze politiche e sindacali che dicevano di rappresentarli dopo aver tratto le dovute conclusioni dall'operato dei cosiddetti "governi amici", hanno infine votato per reazione inversa, quasi come quando al supermercato deluso da una qualità di spaghetti pensi "Ma sì, proviamo quest'altra e vediamo come va". E sarà sempre così fino a quando si scambierà per diritto quello di scegliere "quale membro della classe dominante li rappresenterà e calpesterà sotto i piedi i loro interessi in parlamento" (Lenin)

Finché il proletariato non si riapproprierà della consapevolezza che un'altra società è possibile, e continuerà a cercare l'alternativa sempre all'interno di questa, le Santanché (per quanto vomitevoli) saranno un elemento normale del paesaggio politico, così come la neve lo è a dicembre al di sopra dei 1500 metri. Che siano espressione di un governo di destra o di sinistra poco conta. Le due fazioni della classe dominante non faranno altro che continuare a cambiarsi di posto ogni tot anni, senza che le tante contraddizioni che caratterizzano questa società trovino la minima soluzione.

La vespa rossa

Mercoledì, February 26, 2025