Donne e uomini sfruttati, lottiamo insieme!

Contro i padroni e il capitalismo

Come la maggior parte delle ricorrenze (o “feste”…) quella dell'8 marzo è ormai diventata semplicemente una delle tante giornate di fortuna per chi vende fiori o cartoline di auguri, perdendo completamente il suo significato originario.

Va ricordato infatti che l'8 marzo non è la festa delle mimose, né l'ennesima occasione per assistere a sterili discorsi di "femministe" trapassate. E' infatti una giornata che ricorda la prima manifestazione delle ope­raie di Vyborg dell’8 marzo 1917, le quali entrarono in sciopero insieme con gli operai metallurgici; in breve tempo il numero degli scioperanti arrivò a circa 90 000 dando luogo a comizi e scontri anche violentissimi con le forze dell'ordine. Nel 1921, con la seconda Conferenza Internazionale delle donne comuniste, la suddetta data venne adottata come “Giornata Internazionale dell’Operaia”. Successivamente invece venne tolta a questa ricorrenza la sua connotazione di classe e andò sotto il nome di "Giornata Internazionale della Donna".

Non bisogna dimenticare dunque che questa importante data ha innanzitutto origine da una lotta proletaria che vide da una parte donne e uomini oppressi e dall'altra l'ingranaggio del feroce sistema capitalistico che solo pochi anni prima, nel 1911, si macchiò del sangue di 146 operaie di New York senza batter ciglio. Un ingranaggio che continua a mietere vittime, come le operaie di una maglieria morte a Barletta solo qualche mese fa a causa di un "crollo improvviso" o come l'operaia di Conegliano morta schiacciata da un macchinario. Migliaia di “morti bianche” ogni anno nel mondo, uomini e donne sacrificati per il profitto dei padroni. Un ingranaggio che spietato licenzia donne e senza porsi il problema del futuro di questi e delle loro famiglie!

La lotta da seguire non può che essere quella di classe, che veda la lotta proletaria femminile unita alla lotta proletaria di tutti i lavoratori! Uomini e donne devono lottare fianco a fianco per il superamento del sistema capitalistico attraverso un'organizzazione rivoluzionaria internazionalista, verso una società senza classi che toglierà alla donna - quanto agli uomini - il suo connotato di semplice strumento per produrre profitti!

Giovani internazionalisti di “Amici diSpartaco”