Manovra finanziaria - Spennare i polli dopo averli ipnotizzati

Riti sacrificali sull’altare del Capitale

Ma che bella “finanziaria”, etichettata come straordinaria e con sacrifici per tutti quelli che remano, a frustate, nella stiva della barca! Un’altra stangata in perfetta forma e sostanza borghese, con i soliti polli proletari spennati e pronti per essere infilzati sullo spiedo per soddisfare gli appetiti insaziabili del capitale. L’aria che tira è quella di una bufera che potrebbe esplodere - per lo stesso capitalismo - dalla sera alla mattina, con una generale bancarotta dello Stato, con un welfare state raso al suolo (per quel che ancora è rimasto in piedi...) e un proletariato che se non uscirà dall’ipnosi in cui si trova, altro che “lacrime e sangue”...

Noi, da bravi “vetero comunisti” (quelli veri) non abbiamo misure alternative da proporre al Governo borghese (ci mancherebbe!); puntiamo di sicuro a ben altro; ma un commento a certe misure - oggi di Silvio e compagnia cantante e domani, state certi, anche di un eventuale compagine arruffata di centro-sinistra - va pur fatto. Riandando anche a quello “scudo fiscale” che - secondo l’austero Tremonti - avrebbe fatto rientrare in Italia 90 miliardi di euro: tutti capitali di “dubbia provenienza” a suo tempo esportati “illegalmente” all’estero. Il ministro, naturalmente, non dice quanti di questi 90 miliardi siano stati trasferiti concretamente in Italia: infatti, dei 90, all’estero ne sarebbero rimasti (secondo dati forniti persino dal Sole/24 Ore) almeno una quarantina, soltanto “regolarizzati” ma senza un loro “fisico” rimpatrio. Dunque, complessivamente, hanno rivisto il Bel Paese solo una parte del malloppo di euro depositati all’estero. Esportati da chi? Forse da impiegati statali, operai, precari, cassintegrati, pensionati?

Ma c’è di più: i miliardi di imposte ricavati da questa strabiliante operazione del duo Tremonti-Berlusconi, e grazie ad una aliquota del solo 5%, sarebbero stati 4,5. Ebbene, cari e rispettabili signori, basterebbe portare quell’aliquota dal 5 al 23% (la medesima dei redditi più bassi!) per recuperare almeno altri 16 miliardi di euro, due terzi del “rastrellamento” varato dal governo… Da notare le differenze dei dati: ottimistici quelli forniti da una servizievole Agenzia delle Entrate e un po’ meno quelli forniti dalla Banca d’Italia. Quest’ultima, fra l’altro, guarda con sospetto a quel che potrebbe eventualmente accadere in caso di bancarotta dei conti pubblici, quando sarà - come ultima spiaggia - proprio quel risparmio famigliare rimasto in Italia, sotto forma di titoli di Stato, che andrà a coprire i debiti contratti da Stato e regioni. Questo cosiddetto “debito aggregato” è gestito dalle Banche che, a quel punto, “chiuderebbero” il tutto. Chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato…

Intanto l’evasione fiscale, che non guarda il colore dei governi, è aumentata sempre di più fino a raggiungere ufficialmente in un solo anno, il 2009, 120 miliardi di euro. E chi tra i borghesi (imprenditori, banchieri, faccendieri, commercianti, eccetera) non denuncia beni al fisco e al catasto, gode della non “tranciabilità” o non punibilità di “operazioni contabili illegali”. Beata classe dominante, che di regalie si riempie ogni anno il portafoglio e il conto in banca: dal salvataggio Alitalia, all’Ici cancellato sui mega immobili e alla eliminazione della tassa di successione. Senza citare tutto il resto, scandali e corruzioni dilaganti. Piccolo appunto finale: il 10% di “taglio” agli stipendi dei politici - comunque vadano i numerosi affari in mano alla casta - riguarderà soltanto la parte eccedente un tetto di 80mila euro. Il resto delle grandi manovre finanziarie lo pagherà direttamente o indirettamente un proletariato che, forse, in attesa di toccare il fondo del barile ormai vuoto, potrebbe anche cominciare a risvegliarsi.

Nel frattempo, Italia dei diritti e dei doveri, in piedi! E per i “cittadini” in mutande e senza più tasche dove non si può - come si vanta il clan berlusconiano - infilare le mani, suvvia: un po’ di ottimismo! Quanto ad un illusorio programma della opposizione di Sua Maestà il Capitale, se ci sei batti un colpo. Sempre e naturalmente sulle spalle del proletariato, visto che per tutti quanti il capitalismo non si abbatte (ma che, scherziamo?) bensì si tenta, invano, di riformarlo e infiocchettarlo. Vedi l’esempio eclatante dell’Obama di oltre oceano…

DC